Beppe Bolchi
Pubblicato su fotografi con i tagpolaroid, Pinhole Camera, fotografia panoramica, ciclopsie, Beppe Bolchi il 18 Aprile 2008 da Paolo Del SignoreImbattersi per la prima volta nel modo di fare fotografia di Beppe Bolchi vuol dire rimanere colpiti dalla progettualità che mette in ogni sua foto.
La visione delle varie tecniche che utilizza non disorienta, ma rende attenti alle varie possibilità offerte dalle Polaroid, il suo veicolo d’espressione privilegiato. Si va dal distacco dell’emulsione al trasferimento della stessa su altri supporti o contenitori, alla riproduzione di particolari di un soggetto in una sorta di ciclo che viene poi ricomposto (ciclopsie), creando pattern e suggestioni nuove, fino ad approdare alle prospettive multiple, che danno un nuovo approccio alla fotografia di architettura. Infine si giunge alla fotografia stenopeica, che è strettamente funzionale al progetto Città senza tempo in cui Bolchi ripercorre i luoghi visitati, cercando di ritrarli in un modo quasi atemporale, con l’utilizzo di apparecchi a foro stenopeico autocostruiti ed un sistema di decentramento di sua invenzione.

